Cerch in lega WSPItaly,wheels
May 18
Figli di nessuno Drucken E-Mail
figliI cerchi  in lega " non tracciabili", anonimi e privi di garanzia, circolano liberamente in Italia sebbene oltre il 70% dia luogo a problemi tecnici. L'Associazione dei costruttori di ruote (Assoruote) contrasta il fenomeno nel silenzio della legge. Ma resta responsabilità degli automobilisti investire in qualità e sicurezza.

Affrontereste il mare aperto sapendo che la vostra barca potrebbe affondare da un momento all'altro? Salireste su di un aereo consapevoli che le ali potrebbero sgretolarsi? Prendereste un treno prossimo al deragliamento? Scontata la risposta negativa. Eppure molti automobilisti dotano le proprie vetture di cerchi "non tracciabili", ossia di scarsa qualità, non garantiti e di dubbia provenienza. Gretto risparmio frutto di una scelta ponderata? Nulla di tutto ciò. Nella maggior parte dei casi si tratta di scarsa conoscenza dei prodotti. La legge italiana, infatti, non tutela il consumatore, mancando una normativa che fissi le modalità di pro entrambi questi ultimi esposti ai rischi duzione di una ruota, lasciando di fatto agli utenti il compito di discriminare tra prodotti di rango o di scarsa qualità. In sostanza, rispetti i dimensionamenti relativi ai pneumatici omologati per una vettura, chiunque o qualsiasi metodo, o materiale, potrebbe realizzare legalmente dei cerchi. Per assurdo anche con mollica di pane. Follia? Realtà. Diversa la situazione in Germania, dove le disposizioni della KBA, l'equivalente della Motorizzazione Civile, impongono il rispetto di severi coefficienti di tolleranza e resistenza alla fatica.

L'azione di Assoruote

La difesa del consumatore passa attraverso la tutela dei produttori e così l'iniziativa privata prova a colmare le lacune legislative. Soprattutto attraverso la sensibilizzazione degli acquirenti. Lo stumento per portare a compimento tale obiettivo è Assoruote , Associazione di categoria dei produttori di ruote volta a tutelare la qualità dei componenti e,a cascata, utenti e rivenditori. Entrambi questi ultimi esposti ai rischi conseguenti al cedimento di un componente privo di product liability, ovvero di garanzia e informazioni sulla provenienza. Eventualità tutt'altro che remota dato che un questionario diffuso da Assoruote tra 250 gommisti e rivenditori attesta come nel 71% dei casi il prodotto "non tracciabile" dia luogo a problemi, per oltre il 50% di natura tecnica. Quindi con conseguenze nefaste sulla sicurezza degli utenti. Situazione ancor più grave qualora risulti impossibile risalire al produttore e la responsabilità dell'accaduduto ricada così sul venditore o, qualora costui sia impossibilitato a farvi fronte, sul cliente. "Sotto il profilo strutturale – racconta ad Automobilismo Corrado Bergagna, AD di Alcar Italia e presidente dell'Assoruote – i cerchi in lega lavorati a regola d'arte sono ottenuti con alluminio primario o secondario, mai di risuita. Alcuni prodotti non tracciabili recentemente immersi sul mercato italiano prevedono invece sino al 50% della lega ricavato da materiale di scarto. La pericolosità di questi prodotti è acuita dalle finiture. Basti pensare che le forniture vengono realizzate mediante torni tradizionali con tolleranze di alcuni decimi di mm contrariamente ai micron (millesimi di mm, ndr.) delle lavorazioni professionali a controllo numerico. Situazione ancor peggiore in materia di cerchi in acciaio che richiedono accoppiamenti di precisione".

"Anonimi" in calo?


L'attuale congiuntura economica negativa ha un unico pregio: aver assottigliato la quota di mercato detenuta dai prodotti non tracciabili. Che però conservano una discreta diffusione, come dimostra quanto appurato da Assoruote, ovvero che l'83% dei rivenditori si imbatte almeno una volta, nel corso della propria carriera professionale, in cerchi "anonimi". Basti pensare al caso emblematico della BMW X6. La Casa di Monaco, nell'ottica di favorire la vendita delle proprie ruote, ha predisposto attacchi differenti tra avantreno e retrotreno: soluzione che scoraggia i produttori after market "seri", in quanto la realizzazione di ruote dedicate risulterebbe antieconomica alla luce del numero non elevatissimo, di X6 in circolazione. I costruttori di componenti non tracciabili, beneficiando del risparmio legato all'assenza di qualsiasi certificazione ad omologazione, sin dal lancio della vettura hanno invece approntato una nutrita serie di alternative di scarsa qualità al prodotto originale. Possibilità resa concreta dall'assenza di copyright sul design Made in BMW, tutelabile solo qualora le "copie" si fregiassero del logo della Casa tedesca. Un esempio di turbativa della concorrenza che lo stesso decreto "milleproroghe" ( DL 30 dicembre 2008 n. 207), volto alla legalizzazione del tuning e all'abolizione del nulla osta da parte delle Case costruttrici, non risolve. "È necessaria una normativa specifica a tutela della qualità sicurezza dei cerchi – puntualizza Bergagna – In proposito, non bisogna inventare nulla. È sufficiente recepire quanto disposto dall'Euwa, l'Ente europeo dei costruttori di ruote che da tempo ha stabilito dei requisiti minimi di qualità". Per evitare che qualcuno, prima o poi, proponga cerchi in mollica di pane...

AUTOMOBILISMO AGOSTO 2009



Acacia – Wsp Italy   Le uniche Ruote Ricambio Compatibile al mondo

 

 

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 WSP ITALY SONO RUOTE DI ALTA QUALITÀ PERCHE’ ALLE PAROLE PREFERIAMO LE NORMATIVE TECNICHE DI SETTORE COME ECE/ONU R124 REG CE 46/2007.

 OMOLAGAZIONI = QUALITA’ CERTA = SICUREZZA SULLE STRADE DEL MONDO!